Le persone che sono sottoposte a stress devono seguire una dieta nutriente e ben equilibrata, ponendo particolare attenzione all’integrazione di quegli elementi nutritivi che possono essere stati fortemente ridotti durante periodi di stress.
Come le moderne ricerche hanno dimostrato, infatti, vi è un collegamento stretto tra il cervello e l’intestino, garantito sia dalla connessione sistema nervoso autonomo-sistema nervoso enterico (nervo vago, pelvico e splancnico), sia dalla contemporanea presenza, nel cervello e nel tratto gastrointestinale, dello stesso gruppo di ormoni ( somatostatina, neurotensina, oppiodi, ecc.).
Il cervello enterico è, a sua volta, in stretto collegamento col sistema endocrino, molto diffuso all’interno della mucosa gastrointestinale (cellule APUD), e col sistema immunitario, che presenta qui un’ampia rete linfatica.
Il nostro addome si presenta quindi come un importante complesso neuro-endocrino-immunitario integrato che svolge funzioni con un largo margine di autonomia ma che, al tempo stesso, subisce pesanti influenze sia dall’esterno (cibo, input visivi ecc.) sia dall’interno (emozioni, convinzioni, abitudini ecc.).
Mangiare quindi non serve solo a ricostituire le riserve energetiche e strutturali ma serve anche a influenzare i sistemi di regolazione generale dell’organismo (sistema nervoso, immunitario, endocrino), incluso il DNA, come ha dimostrato l’epigenetica.
Quando si è sotto stress alcune sostanze nutritive vengono esaurite più velocemente, quindi l’organismo necessita di un apporto supplementare di esse con la dieta. Sappiamo inoltre che la salute della cellula, quindi dell’organismo, dipende dall’integrità dei suoi componenti e i radicali liberi sono i principali responsabili del danneggiamento cellulare.
Poiché lo stress, al pari di pasti troppo abbondanti e laboriosi, causa condizioni di radicali liberi in eccesso, occorre aggiungere alla dieta più soppressori di radicali liberi quali: vitamine E, C, A, B1, B5, B6, Zinco e Selenio, aminoacidi solforati quali cisteina, glutatione, fenolici e catecolaminici, bioflavonoidi ecc.
Le principali vitamine entrano nel circuito fisiologico della maturazione e dell’attivazione delle cellule immunitarie. Quello che mangiamo e come lo mangiamo influenza il nostro sistema immunitario.
L’attivazione del Sistema Nervoso Orto-Simpatico che avviene durante la reazione di stress, inibisce la produzione di succhi digestivi, nonché la motilità degli organi dell’apparato digerente, ostacolando così digestione e assorbimento degli alimenti.
Inoltre, il cortisolo prodotto (così come gli steroidi e altri farmaci) impedisce la produzione del muco gastrico così che lo stomaco si “autodigerisce” provocando dapprima un’infiammazione, la gastrite, capace col tempo di trasformarsi in ulcera gastrica.
L’alterazione della secrezione gastrica influisce anche sull’equilibrio acido-base dell’intero organismo (per ogni molecola di acido cloridrico prodotto ciascuna cellula di rivestimento deve cedere al sangue una molecola di bicarbonato), nonché di intolleranze alimentari.
Sempre lo stress, con i suoi ormoni adrenalina, noradrenalina e cortisolo, agisce sia aumentando la quantità di grassi circolanti nel sangue (lipolisi), sia diminuendo la capacità del fegato di metabolizzarli; il risultato è l’aumento del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue.
Si raccomanda un’alimentazione a base di cereali e pane integrale, frutta e verdura e una quantità di proteine sufficiente a sostenere il ricambio cellulare.
Il miele e tutti i carboidrati (pasta, patate, fagioli, pane e cereali) hanno un effetto calmante sul cervello, e questo effetto diventa più intenso con l’età. I liquidi agiscono più rapidamente. Le cipolle hanno proprietà rilassanti e favoriscono il sonno.
Negli individui soggetti a stress, il livello degli zuccheri nel sangue si alza e diminuisce rapidamente ed in modo irregolare.
Bisogna assumere zuccheri sotto forma di carboidrati complessi, come cereali, riso, pasta, pane e patate. Questi cibi rilasciano gli zuccheri in modo lento, è consigliabile limitare anche caffè, te, cioccolata, coca cola, zuccheri semplici (lattosio nel latte, fruttosio della frutta, miele, canna da zucchero in grandi quantità). Un buon suggerimento è quello di assumere pasti piccoli e frequenti piuttosto che grosse abbuffate, ciò aiuterà a mantenere il tasso zuccherino nel sangue stabile.
La produzione cerebrale di serotonina è sensibile alla dieta, infatti, mangiare più vegetali può aiutare nella produzione della serotonina.
Questo incremento è dovuto all’aumentato assorbimento dell’aminoacido triptofano. Anche la carne ed il latte contengono buone quantità di triptofano, ma durante l’assorbimento deve competere con numerosi altri aminoacidi. Si assorbirà quindi più triptofano quando si mangeranno vegetali.
Tra i rimedi naturali ricordiamo la rodiola, il ginseng, la pappa reale, etc. e utili sono anche i multivitaminici e multiminerali e l’ormone DHEA riduce lo stress.
Le vitamine del complesso B, soprattutto la vitamina B12, sono necessarie per il sistema nervoso.
L’aminoacido L-tirosina, preso prima di affrontare una situazione difficile, riduce lo stress. Per esempio, la vitamina C viene usata dalla ghiandola surrenale in momenti di stress e qualsiasi stress grave o prolungato causerà la defezione della vitamina C depositata nei tessuti.
Cinzia Myriam Calabrese
